Sito ufficiale Ritiro Juventus a Pinzolo -  Luglio 2010

Official Summer Training Camp - Pinzolo

12 lug 2009
Juve-mania: in diecimila invadono Pinzolo

Biglietti straesauriti sin dal mattino, stadio pieno e tifo alle stelle

Madonna di Campiglio impazza per Zebina – A ruba la seconda maglia bianconera

Del Piero domani sera alla cena di beneficienza per il Sant’Anna allo Chalet Fiat

Momo Sissoko in gran spolvero: “Sono convinto che l’Inter non sia più forte di noi”

 

PINZOLO – VAL RENDENA (TRENTINO), 12 LUGLIO 2009 – La domenica della Juventus a Pinzolo è un giorno davvero particolare. E non lo è stato tanto per gli oltre diecimila aficionados bianconeri che hanno preso d’assalto ieri la Val Rendena per seguire da vicino Del Piero e compagnia bella nel dì di festa della più amata squadra del Belpaese. E non è stato tanto per i quattromilatrecento biglietti d’accesso al centro sportivo Pineta che prima ancora dell’undicesimo rintocco del campanile della chiesa di San Giacomo erano già tutti esauriti in ogni ordine di posto. O per i ristoranti, gli agriturismo, le malghe e i rifugi che hanno dovuto caricarsi del doppio turno di ristoro all’ora di pranzo. È stato anche bello vedere intere famiglie improvvisare il picnic nel bosco adiacente al campo sportivo in un’atmosfera di festa allegra e popolare. È stato un bel colpo d’occhio vedere le tribune e i prati dello stadio macchiarsi di bianco e nero ed esplodere di gioia ad ogni giro di campo della nuova Juve di Ciro Ferrara. Mentre anche il Summer Village brulicava di gente che ordinatamente si metteva in coda per visitare gli stand. Affari d’oro per tutti. E non solamente per i chioschi di salsicce e wursteln, tranci di pizza e panini allo speck, birre e vini Trentinodoc a fiumi, fragole e mirtilli di Sant’Orsola, ma in particolar modo per lo Juventus Shop della Nike che ha dovuto rifornire il magazzino dopo che la seconda divisa bianconera, quella a strisce color acciaio, è andata a ruba. Solo la madre di Diego ha fatto acquisti per ottocento euro e il numero ventotto del suo “garoto” è stato il più richiesto assieme ovviamente alla maglia numero dieci di Alex Del Piero.

Bello è stato anche il sabato sera a Madonna di Campiglio in piazza Sissi traboccante di tifo quando Zebina e Molinaro sono saliti sul palco e si sono intrattenuti con i loro fans che, accalcati dietro le transenne, hanno riversato tutto il loro amore soprattutto nei confronti del parigino incivilmente contestato nel pomeriggio da un gruppo, per fortuna piccolo, di ultras. Piacevole è stata la conferenza stampa del primo pomeriggio di oggi nella sala delle riunioni della caserma dei vigili del fuoco di Pinzolo con Momo Sissoko intervistato da almeno una cinquantina di giornalisti e filmato dagli operatori di tutte le tivù nazionali. E speciale sarà anche la cena di beneficienza allo Chalet Fiat organizzata dalla “Fondazione Crescere insieme al Sant’Anna ONLUS” alla quale interverrà lo stesso Alex Del Piero, sempre molto sensibile a questo tipo d’iniziative, insieme ad altri compagni di squadra e ai maggiori dirigenti bianconeri. La Fondazione Sant’Anna è impegnata da anni nell’ampliamento del reparto di neonatologia dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. L’obiettivo, sposato in toto dalla Juventus, è la realizzazione di una struttura più grande e tecnologicamente più avanzata come la terapia intensiva suddivisa in diverse aree a seconda dei vari gradi di patologia infantile. Lo Chalet Fiat sorge alla stazione d’arrivo della telecabina dello Spinale di Madonna di Campiglio e gode da lassù di un panorama dolomitico davvero d’incantevole bellezza. La quota di partecipazione alla cena è stata fissata in sessanta euro omnicomprensivi.

Non fa più sensazione l’acconciatura dei capelli biondi ad arabeschi e ricami, un po’ alla mohicana, di Momo Sissoko. È stato semmai curioso scoprire che un coiffeur delle stesse origini maliane del fuoriclasse abbia raggiunto Torino da Parigi per creare in poco più di un quarto d’ora l’originalissima capigliatura. Il taglio di capelli del centrocampista di passaporto francese può piacere o meno: di sicuro è molto originale, come è curioso il nome del parrucchiere: Babacool. Intanto per la cronaca Diego si è tagliato la barba, mentre Tiago è quasi irriconoscibile con quei capelli così lunghi e folti. Non è stato invece forse un caso che la Juve la sera dello scorso sabato 24 gennaio (Juventus-Fiorentina 1-0, gol di Marchisio) fosse in testa alla classifica alla pari dell’Inter e che abbia poi compromesso tutte le sue speranze di scudetto proprio in coincidenza con il primo crack, come l’ha chiamato Sissoko, che il malese ha avvertito due settimane dopo nella partita con il Catania vinta per 2-1. Da quella domenica i bianconeri di Ranieri non sono stati più loro e peggio ancora sono andate le cose dopo il derby col Torino.

“Quei maledetti ultimi cinque minuti” li ha definiti Momo Sissoko che tutte le colpe si è addossato per aver sottovalutato l’entità del primo crack nella regione del quinto metatarso del piede sinistro. “Pensavo di star bene e di essere completamente guarito. Invece ho sentito un secondo crack, stavolta ancora più violento, e ho capito che mi ero fatto davvero male”. Infatti fu poi subito operato. “Adesso non avverto più nessun fastidio e sono felice di aver ricominciato a giocare e d’essermi messo a disposizione di Ciro Ferrara sin dal primo giorno di questo piacevole ritiro a Pinzolo”. Sissoko non ha neanche voluto dar molto peso al fatto che, da quando lui ha saltato le ultime undici partite di campionato, la Juve ha conosciuto la peggior crisi della stagione. “A calcio si gioca in undici e un giocatore da solo non può condizionare i risultati di tutta un’intera squadra”. Neanche se si chiama Sissoko e cattura palloni a grappoli? “Ogni giocatore ha il suo compito: io ho quello di recuperare palloni su palloni e mi piace immensamente farlo. Ma sono altrettanto indispensabili quei giocatori che per esempio devono fare gol”.

Involontariamente Momo Sissoko ha anche ufficializzato l’acquisto di Felipe Melo: “Insieme potremo formare una bella diga davanti alla difesa. La Juve ha fatto tre grossi affari prendendo tre autentici campioni come i due brasiliani e Cannavaro: per questo credo che siamo ancora più forti dell’anno passato”. Più forti anche dell’Inter? “Loro hanno vinto due campionati, ma la verità è che se l’Inter ha primeggiato nelle ultime due stagioni è perché noi non abbiamo fatto bene. Insomma sono convinto che l’Inter non sia più forte della Juve e che non lo fosse neanche lo scorso anno”. Sarà dunque un duello per lo scudetto solo tra voi e loro? “Non credo. C’è sempre il Milan e non trascurerei nemmeno il Napoli”.

Parole dolci per Diego. “È una brava persona che non parla molto, è un po’ timido, ma quel che interessa è che è soprattutto un ottimo fantasista che potrà far fare un bel salto di qualità alla nostra squadra”. Parole lusinghiere per Ciro Ferrara. “Con lui ora si lavora molto di più. Ed è il lavoro che di solito fa la differenza soprattutto a dicembre e a primavera”. E qui saranno senz’altro fischiate le orecchie a Claudio Ranieri. Parole severe per i cori razzisti contro Balotelli e ieri per Zebina. “Sono da un anno e mezzo in Italia e io di questi problemi non ne ho mai avuti. Però, mentre ero infortunato, non mi è assolutamente piaciuto quello che hanno urlato i tifosi contro Balotelli. Certe cose nel duemilanove non dovrebbero più esistere. Fanno male e non sono certo d’esempio per i bambini che le sentono. Io per esempio non vorrei che in questi casi mia figlia Aicha fosse allo stadio”. Parole infine di stima per Cannavaro. “Fabio è tornato a giocare nella Juve e quindi un vero tifoso bianconero deve tifare senza riserve per lui e per tutta la squadra. Nessuno escluso. E comunque Cannavaro, vista la sua grande esperienza, saprà di nuovo farsi amare da tutti”.

La domenica della Juve a Pinzolo, come dicevamo, è sempre un giorno davvero speciale. Prova ne sia che già un’ora prima dell’inizio dell’allenamento pomeridiano e della successiva partitella sul far della sera le tribune dello stadio Pineta erano piene ed i tifosi hanno cominciato ad invocare l’ingresso di Del Piero e compagni in campo con continui cori di incitamento alla squadra bianconera. E ancora non bastasse, al tramonto del sole, il dì di festa nel villaggio della Juve si è chiuso con l’apoteosi di Del Piero sul palco del Summer Village davanti al popolo delirante.

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