Sito ufficiale Ritiro Juventus a Pinzolo -  Luglio 2010

Official Summer Training Camp - Pinzolo

19 lug 2009
Dalla Val Rendena Chiellini lancia il guanto di sfida all’Inter

“Restano i favoriti ma senza Ibrahimovic e con Eto’o non saranno più così forti”

“Kakà è insostituibile e Luis Fabiano non vale Borriello”  “Sissoko e Melo li abbiamo solo noi”

Domani alle 21 la presentazione ufficiale della nuova Juve in piazza a Pinzolo

 

PINZOLO – VAL RENDENA (TRENTINO), 19 LUGLIO 2009 – L’orso più buono della Val Rendena, anche se non autoctono, Delio Picciani si è svegliato con un’idea meravigliosa: vista la giornata piena di sole dopo i temporali dei giorni scorsi, ha alzato il telefono e proposto a Marco Girotto (dell’ufficio stampa Juventus) d’anticipare d’un paio d’ore la conferenza stampa delle quattordici con Giorgio Chiellini per invitare a pranzo i giornalisti ai duemilacento metri del Rifugio Doss del Sabion. E così è stato. Una domenica davvero speciale, mentre la Juve di Del Piero e senza Trezeguet, rimasto a casa per un leggero affaticamento muscolare, volava in Francia per l’amichevole di Joeuf con il Nancy. Strangolapreti al pomodoro, tagliatelle di cervo, gulasch con polenta, formaggio fuso e dolcissime crostatine. Una delizia, ma soprattutto da lassù un panorama mozzafiato come se ne vedono pochi non solo in Trentino e sulle nostre Dolomiti, ma forse anche in tutto l’arco alpino. Le cime del Brenta e dell’Adamello cariche di neve, la Val Rendena con le sue case piccole piccole e i laghetti in miniatura, le malghe e le mucche al pascolo, le piste disegnate tra i boschi e una voglia matta di mettersi gli sci ai piedi. E Delio Picciani, direttore dell’azienda per il turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, che gongolava tutto di fronte ai complimenti ricevuti dall’allegra brigata dei giornalisti al seguito della Juve nel ritiro di Pinzolo.

Pinzolo orgogliosamente debordante di tifo anche nel dì di festa. Tribune piene e biglietti esauriti pure nell’allenamento del mattino, quando, agli ordini di Adolfo, detto Dodo, Sormani e dei preparatori atletici Massimo Neri e Andrea Scanavino i nazionali bianconeri con Giorgio Chiellini e Mauro Camoranesi sempre in testa al gruppo hanno inanellato giri su giri di campo per assottigliare il gap di preparazione fisica con gli altri compagni di squadra che sono al lavoro già da una decina di giorni. Poi, a mezzogiorno, anziché nella sala stampa della caserma dei vigili del fuoco, ma sotto gli ombrelloni del giardino del Summer Village, Giorgio Chiellini ha, abbronzato e disinvolto, risposto alle domande dei giornalisti con la schiettezza e la spavalderia tipica dei livornesi. “Qui si sta benissimo e si lavora altrettanto bene, ma devo dir la verità: sarei rimasto in vacanza ancora una settimana”. In vacanza dove? “Ho girato un po’ dappertutto, sono stato a Barcellona, più all’estero per rimanere tranquillo”. E ti sei presentato in ritiro sottopeso. “Lo sapete e non dovrei dirvelo, perché la società non lo vorrebbe, ma anche in estate gioco a calcio con gli amici dovunque mi capiti. Martedì penso d’esordire a Trento nell’amichevole col Vicenza. Mi sento proprio bene, anche se in allenamento mi hanno tirato il collo e adesso sono stanco morto, però a me non piace mai fare figure barbine anche all’inizio della stagione”.

Magari non ha detto “barbine”, ma fa lo stesso: l’idea è chiara a tutti, come quelle che ha Chiellini in testa sulla prossima avventura, la sua quinta, in bianconero. “Piaccia o non piaccia, la Juve ha nel cuore della sua difesa i tre centrali della nazionale italiana campione del mondo. In più c’è Ariaudo, che, allenandosi stabilmente con noi, non potrà che migliorare”. Non pensi, come sostiene pure Montero, che ci sia bisogno di un altro acquisto in difesa? “Non è facile trovare in giro difensori bravi e che accettino di fare le riserve. E poi credo che la società abbia già fatto grossi sforzi economici per rafforzarsi”. Insomma state bene così come siete? “Penso proprio di sì”. E di Cannavaro che ne dici? “Ogni tifoso è libero di fare quel che gli pare e Fabio è abbastanza grande e vaccinato per gestire al meglio la situazione, ma i contestatori sappiano che tutta la squadra è con lui e che tutti abbiamo bisogno della sua grande qualità ed esperienza”.

Parliamo di Inter e di Ibrahimovic che dovrebbe andare al Barcellona. “Sinceramente lo spero e tifo perché ci vada. Poche storie: Eto’o, per quanto bravo, non vale Ibra e l’Inter non sarà mai più così forte come lo è stata in questi ultimi tre anni con un fuoriclasse di temperamento e fantasia come è Zlatan. Magari si è anche indebolita, ma l’Inter resta comunque la squadra ancora da battere”. E di Lucio che ci dici? “Farà fatica anche lui, al pari di tutti i difensori brasiliani, ad adattarsi al campionato italiano specie nei primi tempi”. Però tutti dicono che alla fin fine quest’anno sarà solo un duello tra Inter e Juve per lo scudetto. “La Roma ha un po’ di problemi: d’accordo, ha il vantaggio di non disputare la Champions League, ma non è facile lavorare in una situazione precaria. Il Milan, cedendo Kakà, ha perso tanto perché Kakà è insostituibile. Con tutto il rispetto per Luis Fabiano non credo poi valga più di Borriello. La Fiorentina, cedendo Felipe Melo, ha perso molto a centrocampo e adesso bisognerà vedere come si muoverà sul mercato. Insomma sì: ritengo proprio che sarà un duello Juve-Inter”.

Al volo su Mourinho. “Se non avesse avvallato la cessione di Ibrahimovic, Mourinho avrebbe senz’altro cambiato panchina”. E su Nedved. “Pavel è una persona così positiva che averla vicino in allenamento sarà per noi tanto di guadagnato”. Il suo entusiasmo sale alle stelle parlando di Felipe Melo e di Sissoko. “Non credo ci sia in Italia, ma anche in Europa, una coppia di centrocampisti così forte a livello fisico e tale da agevolare il compito dei difensori”. John Elkann vuole una Juve divertente. “Cercheremo d’accontentarlo, ma io mi diverto solo quando vinco”. Ti hanno dato fastidio le critiche che hai ricevuto durante la Confederations Cup? “Ma nooo. È stato un torneo nato male e finito ancora peggio, che abbiamo affrontato senza le condizioni mentali e fisiche per poter far bella figura a livello internazionale. Di noi si sono salvati solo in due o tre. Io, come quasi tutti, ero cotto a puntino e non faccio fatica ad ammetterlo dopo una stagione molto stressante”.

Tre estati fa, sempre a Pinzolo, Giorgio Chiellini si lamentò di non essere abbastanza considerato dalla Juventus: ti torna in mente qualche volta quella conferenza stampa? “Sbagliai nella forma, ma i fatti hanno poi dimostrato che nella sostanza non avevo torto”. Spaziando a trecentosessanta gradi: qual è il tuo campione di tennis preferito? “Federer”. E la squadra di basket della Nba? “Tifo, lo sanno tutti, per i Lakers e mi è dispiaciuto d’essermi perso le finali dei playoff, ma ero in Sudafrica”. Una pacca sulla spalla a Ferrara: “Quando ha sostituito Ranieri l’avevo detto: Ciro non era un amico che veniva a darci una mano per due partite, ma un professionista che meritava di continuare ad allenare la Juventus ancora più a lungo. Lui cura molto i particolari come faceva da giocatore e per questo si distingueva da tutti gli altri. Per il momento ci sta facendo lavorare moltissimo, il carattere è quello ma anch’io lo andrò a scoprire come allenatore strada facendo”. E infine tirando l’acqua al proprio mulino: “Gli scudetti si vincono con la miglior difesa più che col miglior attacco”. E la difesa della Juve com’è? “Fortissima”.

Ciro Ferrara, di ritorno nel cuore della notte dalla Francia, ha deciso di concedere a tutti una mattinata di meritato riposo. Per questo la Juve s’allenerà solo domani pomeriggio al campo Pineta di Pinzolo. In serata, alle ventuno, è poi prevista in piazza San Giacomo la presentazione ufficiale di tutta la squadra bianconera e del suo staff dell’ultimo bagno di folla prima della partenza nel pomeriggio di martedì per l’amichevole al Briamasco di Trento con il Vicenza di Rolando Maran.

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