Official Summer Training Camp - Pinzolo
11 lug 2009 Cobolli Gigli: “Pinzolo è la casa estiva della Juventus”
Parole affettuose del presidente per il nuovo fortunato ritiro bianconero in Trentino
Il diesse Secco dà fiducia a Molinaro: “I nostri terzini sinistri saranno lui e De Ceglie”
Tutto esaurito nell’allenamento pomeridiano della squadra di Ciro Ferrara
PINZOLO – VAL RENDENA (TRENTINO), 11 LUGLIO 2009 – Parole molto belle, cariche d’affetto e di riconoscenza, ha avuto stamattina Giovanni Cobolli Gigli per la Val Rendena che ospitò per la prima volta la Juventus nell’estate tormentosa del duemilasei, quella della retrocessione a tavolino in serie B e di una marea di punti di penalizzazione. Qui anche il presidente bianconero ha mosso i primi passi della sua brillante carriera dirigenziale. Qui, sul palco del Summer Village, ha diviso con il popolo bianconero le prime sofferenze e le pene di una caduta rovinosa. Casa dolce casa. “Pinzolo ormai è la residenza estiva della Juventus”, ha dichiarato Cobolli Gigli ai giornalisti nel giardino dell’area stampa mentre alle sue spalle la squadra di Ciro Ferrara stava ultimando la sessione mattutina d’allenamento e il sole si era fatto largo tra le nuvole per spiare Del Piero e Diego nel test atletico sui tremila metri. “Sono passati tre anni da allora, ma ricordo sempre con molta chiarezza quei momenti difficili e l’amore col quale Pinzolo ci ha accolto fra le sue braccia rafforzando e cementando il nostro rapporto con i tifosi. Insomma, tra la Juventus e la Val Rendena si è creato in queste quattro stagioni un bellissimo legame per il quale non è esagerato affermare che qui ci sentiamo proprio come a casa nostra. Dirò di più: ogni volta in cui siamo venuti d’estate a Pinzolo in ritiro abbiamo sempre migliorato a primavera i nostri risultati: dalla B alla A, dalla A alla Champions, l’anno scorso abbiamo centrato il secondo posto e quindi l’augurio è che anche nel prossimo campionato Pinzolo ci sia propizia e ci faccia conquistare qualcosa d’ancora più importante”. Ovviamente Cobolli Gigli ha pensato allo scudetto, ma per scaramanzia non l’ha voluto dire.
Cento altri temi ha affrontato il presidente della Juventus nel cordiale e quasi familiare incontro con i giornalisti e le tivù cominciando da Pavel Nedved. “È un argomento di cui abbiamo parlato tante volte. Pavel sa che le porte della Juve per lui sono sempre aperte e che Ferrara lo aspetta nel suo staff tecnico. Non nego che sarei sorpreso se Nedved accettasse la proposta dell’Inter perché mi aspetto che resti con noi e che collabori con il nostro allenatore”. Continuando con Diego. “Quello che mi è piaciuto è stato vedere gli occhi furbi del fuoriclasse brasiliano e l’intelligenza con la quale è riuscito subito ad accattivarsi l’amicizia di Alex Del Piero scoprendo quella che è poi una grande verità e cioè che Del Piero è un genio del football e che per lui è un onore giocargli al fianco. Insieme ci faranno vedere cose estremamente divertenti a ritmo di samba”. Fuggevolmente pizzicando le corde nerazzurre. “Non so quanto sia forte l’Inter, però, sentendo le dichiarazioni del suo allenatore, mi sembrano preoccupati, mentre noi ci sentiamo sicuramente ancora più forti dell’anno passato”. Il guanto di sfida è stato gettato. Tornando a parlare di Felipe Melo. “Mi auguro molto presto che il giocatore della Fiorentina possa anche lui raggiungere Pinzolo”. E finendo coll’augurarsi di proseguire a lungo la sua avventura di presidente bianconero. “La fase del garante l’ho esaurita perché fortunatamente la Juve è tornata a vivere periodi di normalità. Ho passato tre stagioni estremamente stimolanti, ho imparato a sessantaquattro anni delle cose del calcio che non sapevo e ora posso dire d’essere pronto a continuare, però l’investitura deve arrivare dalla società e dagli azionisti”.
Dichiarazioni importanti le ha fatte anche il diesse bianconero, Alessio Secco, ai microfoni di Juventus Channel: “Continuo a leggere di possibili nostri acquisti nel ruolo di laterali difensivi sinistri, ma tengo a precisare che tutto questo non è vero. Non cerchiamo nessun giocatore in quel ruolo dove, per il prossimo campionato, ci affideremo ancora a Cristian Molinaro e Paolo De Ceglie”. Sempre Secco ha tenuto a smentire le voci che vorrebbero Tiago sul piede di partenza. “Nonostante alcune offerte che abbiamo ricevuto, noi lo riteniamo tuttavia incedibile”. Parole che hanno fatto senz’altro piacere a Cristian Molinaro che nel primo dopopranzo è intervenuto alla quotidiana conferenza stampa presso la caserma dei vigili del fuoco di Pinzolo. Il ragazzo di Moio della Civitella, provincia di Salerno, è serenamente uscito dal tunnel nel quale la scoperta di un improvviso ematoma nella regione perirenale sinistra lo aveva perfidamente cacciato nell’ultimo periodo della scorsa stagione. “I primi giorni di questo chiamiamolo infortunio sono stati per me abbastanza devastanti, perché li ho trascorsi in clinica con l’incertezza di quello che mi stava accadendo e il timore di quello che mi sarebbe potuto succedere. La tranquillità l’ho raggiunta solo il diciotto di giugno quando, dopo l’ultima visita con l’urologo, mi hanno detto che la situazione era notevolmente migliorata e che la causa di tutto era stato il famoso colpo fortuito preso durante la partita col Genoa dell’11 aprile. Sono stati quasi due mesi d’incubo, non mi è stato facile restare a lungo a letto o disteso sul divano a non fare niente, ma adesso che ho ripreso ad allenarmi, anche se non ancora con la prima squadra, voglio solo pensare in positivo. Tutta questa vicenda mi ha dato la spinta per ripartire con la voglia di poter fare ancora meglio nella Juve di Ciro Ferrara e, perché no, anche di richiamare l’attenzione su di me di Marcello Lippi. Ora vedo la vita in tutte le sue sfaccettature e ho capito che devi prenderla così come viene, senza più la paura di non poter fare quello che mi ha sempre appassionato sin da bambino”.
Molinaro ha messo in cassetto anche i fischi ricevuti nella partita di Champions con lo Zenith. “Lo sapete, a me piace correre molto e per questo mi sentivo una sorta di bersaglio mobile. Ma quei fischi mi hanno fatto anche bene perché mi hanno spronato a dare ancora di più”. Lo rivedremo insomma a settembre di nuovo in campo non più però con la maglia bianconera numero ventotto, che ha ceduto a Diego, ma la diciotto. “La stessa del mio esordio a Napoli in serie B con la Salernitana”.
Era facile prevedere che, approfittando del weekend, il popolo bianconero avrebbe invaso la Val Rendena come nei fine settimana dei passati raduni della Juventus in Trentino, ma francamente non era immaginabile che sin dalle quattro di oggi pomeriggio, cioè un’ora e mezza prima della sessione d’allenamento pomeridiano, le biglietterie dei botteghini dello stadio comunale Pineta chiudessero gli sportelli. Gli oltre quattromila tagliandi per l’accesso all’impianto sportivo di Pinzolo erano andati infatti a ruba. Tutto esaurito insomma e tribune davvero gremite in ogni ordine di posti. Sperando che la contestazione a Zebina di un piccolo gruppo di ultras, disapprovata dalla maggior parte dei supporter bianconeri, non abbia anche domani un seguito.
Tanto più che hanno destato una gran bella sensazione anche le lunghe code che si sono create davanti all’accesso dello Juventus Shop nel cuore del Summer Village 09 per acquistare le nuove maglie ufficiali bianconere. E domani, dì di festa, anche i ristoranti e i punti di ristoro della Val Rendena saranno presumibilmente presi d’assalto dalle migliaia e migliaia di tifosi che assisteranno al doppio allenamento della squadra di Ciro Ferrara. Tra le due sessioni di lavoro è prevista anche la conferenza stampa delle quattordici: intervistato eccellente sarà Momo Sissoko.
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