Sito ufficiale Ritiro Juventus a Pinzolo -  Luglio 2010

Official Summer Training Camp - Pinzolo

16 lug 2009
“Cannavaro alé alé, Cannavaro alé alé”

Il ritorno del figliol prodigo ha scatenato il tifo a Pinzolo di cinquemila tifosi entusiasti

Nel pomeriggio al lavoro anche Buffon, Camoranesi, Chiellini, Iaquinta e Marchisio

Amauri e Brazo hanno golosamente inaugurato il “Sentiero dei Piccoli Frutti” di Sant’Orsola

 

PINZOLO – VAL RENDENA (TRENTINO), 16 LUGLIO 2009 – Lui anche ci prova a far perdere le sue tracce, ma basta che Alex Del Piero lasci la stanza trecentotredici dell’Hotel Olympic Royal perché il tamtam dei suoi spostamenti, accompagnati sempre da grida di festa, si propaghi subito per tutta la Val Rendena. E così è bastato che anche stamattina prima di mezzogiorno il capitano bianconero, nonostante il giorno di riposo che Ciro Ferrara ha concesso ai suoi giocatori dopo il 4-1 rifilato nel tardo pomeriggio di ieri alla Cisco Roma, abbia raggiunto la palestra del centro Pineta di Pinzolo perché in breve tempo la notizia degli straordinari del capitano abbia fatto il giro del paese. Il caldo oggi non ha risparmiato neanche la Juventus nel ritiro in Val Rendena e nemmeno Amauri e Salihamidzic che in elicottero hanno raggiunto la Valsugana e più precisamente Pergine che dista non più di una quindicina di chilometri dall’afosa Trento. Meglio è andata a Alexander Manninger, il vice di Gianluigi Buffon, che se n’è andato a pescare le trote con la mosca nei laghetti tra i boschi sopra Carisolo e lì qualche refolo di vento gli ha anche scapigliato la bionda chioma.

La Val Rendena di bianco e nero vestita si è colorata nel primo pomeriggio d’azzurro con l’arrivo tanto atteso dei nazionali della Juventus: Gigi Buffon, Fabio Cannavaro, Vincenzo Iaquinta, Giorgio Chiellini e Mauro Camoranesi, nonché dell’under21 Claudio Marchisio e di Sergio Bernardo Almiròn, un altro probabile separato in casa come Christian Poulsen, che alle quindici e trenta hanno raggiunto Pinzolo a bordo di due monovolume e sono stati accolti al loro ingresso in hotel da un folto gruppo di tifosi che li attendevano da ore e ore sotto quel solleone. Solo il tempo di disfare le valigie e meno di due ore dopo i sette nuovi arrivati erano già in campo per l’allenamento pomeridiano assieme a Cristian Molinaro e ad alcuni ragazzi della Primavera.

“Cannavaro alé alé, Cannavaro alé alé”: così le tribune dello stadio bianconero, anche oggi gremite all’inverosimile, hanno salutato l’ingresso sul terreno di gioco del figliol prodigo tornato dal Real Madrid. Un’accoglienza straordinaria, calda quanto probabilmente inattesa, gli è stata riservata come quella che hanno avuto nei giorni scorsi solo Del Piero e Diego. Purtroppo non tutti la pensano come i cinquemila tifosi di Pinzolo, ma per fortuna sono rimasti pochi i contestatori che non hanno ancora stupidamente perdonato a Cannavaro di non aver seguito la Juve in serie B nell’estate del 2006. Il capitano della nazionale, impettito come sempre, ha inanellato giri su giri di campo sotto gli occhi attenti di Ciro Ferrara: in testa al gruppo Chiellini (abbronzatissimo) e Camoranesi (con un nuovo nastrino rosso a legargli il codino), subito dietro Fabio sorridente e disteso. E apparentemente sereno come era sembrato in mattinata al termine delle visite mediche effettuate a Torino quando, intervistato da un giornalista di Sky, ha frettolosamente precisato: “Le parole di Ciro Ferrara sui cori contro il mio ritorno in maglia bianconera mi hanno fatto molto, molto piacere. In giro di juventini ne ho visti tanti e, fortunatamente, mi hanno sempre detto belle parole. Sono molto tranquillo e sereno, poi si vedrà”. Poi quattro calci al pallone tutti insieme tanto per non perdere l’abitudine, mentre finalmente un venticello gentile alleviava i loro primi passi in Val Rendena.

Più di parole è stato Fabio Cannavaro ai microfoni di Juventus Channel al termine dell’allenamento: “Capisco l’amarezza di quei pochi tifosi che ancora mi contestano, ma non è bello tornare dopo tre anni nella Juve e vedere che non tutti sono felici del mio rientro. Tanto più che allora la decisione di andare al Real Madrid la presi in pieno accordo con la società. Ora però sono carico e ho tanta voglia. Sono qui pronto a lottare per vincere. L’organico è forte, sono stati fatti acquisti importanti, possiamo benissimo migliorare il secondo posto della passata stagione. Sono qui tornato per lottare e riprendere a vincere. Con tutti, specie coi compagni di squadra in nazionale, ho un ottimo rapporto di stima e affetto. Ma adesso penso solo a lavorare e con Massimo Neri, che ben conosco, c’è poco da scherzare. Domani per esempio mi ha già detto che mi sottoporrà ad un test sui milleduecento metri”.

Fragole, ribes, mirtilli, lamponi e more: di questi Piccoli Frutti di Sant’Orsola è pieno il Sentiero della ridente Valle dei Mòcheni che è stato inaugurato prima di mezzogiorno con il classico taglio del nastro da parte di Amauri e Brazo che si sono dimostrati particolarmente entusiasti della simpatica iniziativa promossa dalla Cooperativa di Pergine leader mondiale nella produzione di frutti di bosco e ciliegie tardive. È stato uno scorcio di giornata piacevolissimo per il brasiliano meno brasiliano di questo mondo e il bosniaco che non dimentica mai di aver giocato in Germania prima nell’Amburgo e poi nel Bayern, un’altra gloriosa società che con il Trentino ha raggiunto un accordo di partnership per le prossime due estati. Alla festa agreste di Sant’Orsola hanno presenziato anche l’assessore al Turismo e Agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Tiziano Mellarini, deus ex machina del ritiro bianconero in Val Rendena, e i giornalisti al seguito della Juventus a Pinzolo che sono stati poi ospiti a pranzo nel suggestivo Castel Pergine in una speciale e gustosa colazione a base di piccoli frutti. Sant’Orsola è uno dei quattro marchi con i quali il Trentino si è anche legato alla società di Corso Galileo Ferraris. Gli altri tre sono: Melinda, Trentingrana e TrentoDoc.

Amauri e Salihamidzic hanno golosamente gustato le delizie di bosco di Sant’Orsola prima d’affrontare i giornalisti per le quattro chiacchiere del dopo Juventus-Cisco Roma. “Complessivamente è andata bene tenendo conto dei carichi di lavoro ai quali siamo stati sottoposti in questi giorni. Stiamo lavorando molto più dell’anno scorso, ma va bene così: raccoglieremo i frutti più tardi quando la stagione entrerà nel vivo”. Il brasiliano non teme la concorrenza di nessuno anche se in attacco dovrà vedersela con Del Piero, Iaquinta e Trezeguet. “Anzi, è un bene che ci sia questa competizione tra noi così ognuno dovrà dare sempre il massimo per conquistarsi un posto in squadra. Trezeguet? Se è motivato, e quest’anno mi sembra lo sia, può essere solo un vantaggio per tutta la Juve. Del Piero? È una bandiera per questa squadra, anzi è la Juve. Com’è Totti alla Roma ed era Maldini al Milan. Leggo dai giornali che Alessandro ha scelto di restare a vita bianconero: sarà una cosa meravigliosa perché di bandiere nel calcio moderno ne sono rimaste davvero poche. Nedved? Mi piacerebbe restasse con noi: è un grande uomo, abbiamo tutto da imparare da lui. Diego? È un ragazzo molto semplice. Mi ha fatto una gran bella impressione: con lui mezza punta avremo tutti più possibilità di far gol per dar fastidio a un Inter che credo comunque sia ancora più forte di noi”.

Brazo è già in palla e lo ha dimostrato nell’amichevole di ieri con la terza squadra della capitale quando è stato l’ultimo degli undici titolari a prendere la strada degli spogliatoi pochi minuti prima del novantesimo. “Correre e faticare per questa squadra per me è sempre un grande piacere. E in qualsiasi ruolo Ferrara mi voglia impiegare io sarò comunque felice di poterlo fare”, ha dichiarato il jolly della Juventus prima di macchiarsi la maglietta bianca e nera con il sugo rosso di una bella fragola. Domani doppio allenamento: tutti in campo al mattino alle nove e quarantacinque e al pomeriggio alle diciassette e trenta. Ormai all’appello mancano solo in tre: Paolo De Ceglie, che dovrebbe unirsi sabato al gruppo, Sebastian Giovinco, ancora convalescente per una operazione al naso di settoplastica funzionale, e Felipe Melo che dopo la firma del nuovo contratto ha continuato le sue vacanze e si vestirà di bianco e nero al rientro della squadra a Torino. Nei prossimi giorni è anche previsto l’arrivo a Pinzolo di John Elkann, presidente di Exor e vice presidente di Fiat.

 

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